Guernica, l'Origine du monde ed il Popolo

Se stai fuggendo dalle mie dita
volerai verso la felicità,
non voltarti,
a guardare il Popolo
che si ingozza di risate
mentre c'è chi singhiozza d'estasi
per quel filo d'erba rimasto sul tuo volto quel giorno,
impigliato fra le tue lacrime
che non avresti dovuto spargere.
Le hai buttate,
e mi hanno ossidato i rimorsi,
intrappolati sulle tue labbra,
mentre il Popolo rideva e ride ancora,
e non vuole la guerra,
ma il benessere dilaga come una serpe
e ci si dimentica di tutto quel tabacco fumato insieme
solo per scoprirti migliore di me.
Era la solita vecchia storia
del "non si ha mai ciò che si vuole, ma solo ciò che è sufficiente",
era l'ingiustizia di un estate,
trascorsa tra metamorfosi e cocaina,
e l'alba mi sorprendeva con gli occhi tristi
e mi toccava con le tue mani tremanti.
Ancor oggi il sonno mi guida
alle pianure boscose dove ti conobbi
e dove il Popolo una volta era solo
una tappeto infinito di foglie autunnali,
che gioiva della tua Bellezza secolare
senza curarsi di far parte di una società truccata da puttana.
Il nostro amore è una "Guernica",
la nostra incomprensione "l'origine du monde",
e poi il Popolo,
lo spettatore beffardo.
©
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