Divagando
Così che quando il giorno si scolora
e già s'avverte l'ansito della luna,
un dondolo s'adagia alla memoria
e culla quei ricordi a me più cari...
I bei ricordi, tal son dei frettolosi amanti clandestini
che vagano tra tenebre di miele
abbacinate dal lampo di un abbraccio...
E nell'abbraccio mi ritorna il vento
ed i suoi arpeggi tra i legni alla fustaia,
tra corde tese di logge rugginose
che stese come mani premurose
sorreggono gli olezzi dei bucati.
Sbatte gli scuri di una finestra amata
che ombreggiano la tua figura, madre,
e ti sorprende ad agucchiare lire
nel mobile arabesco di un ricamo.
Ed in quel bianco odoroso di spighetta
tessi le maglie strette al mio domani,
che sboccia come lieve biancospino
nel nero opaco della tua veste stanca.
Così tutta ravvolta alla speranza,
rivedo quella vecchia palandrana,
la brace ansiosa di un tabacco ardente,
la forza di uno slancio risoluto
nel rimestare cifre e somme e conti...
che mai non torneranno alla sua sporta scarna.
Tornano invece quei grilli sonnacchiosi
che limano il sapore del passato
soffiando con il vento sulla culla
ove tessevo il sonno casto di bambino
sulla beguinna delle lupanare...
E'appeso a quelle note che ritorno,
come imbrigliato alla scia di una cometa,
intanto che nel cielo si ravvisa
quell'oro onesto delle prime stelle.
©
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L'autore
Paola Piccolo
Già nacqui nana nera, ma della stella mai conobbi lo splendore!Mi toccó in sorte di rifar la vita intera nel percorso a ritroso delle ore.Giunta alla fine poi del mio cammino,la luce avrei trovato...mai di una stella, ma almeno di un lumino!(La nana nera é una stella che ha completato il suo spegnimento...)
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