Ad limina
Ho inforrato ramaglie di sole
ingannando la curva del mio cielo.
Ho rubato la spiga al mio cimento
che me ne sazi nell'ora del tormento.
Ho in serbo il più fecondo dei sapori
che sopravviva alle imbolsite brame.
Ho stralciato verzure ai monti onesti
che siano il vello della mia angoscia nuda.
Ho riempito le palme di evidenze
che rifulgano ove si pasce oblio.
Ho sfamato le bocche del tempo
che siano latte ai vagiti dell'aurora.
Ho ingabbiato l'ora certa
perché non sappia mai.
Ho spigolato a lungo in questo giorno generoso...
ora che povero del mio fagotto indegno
mi aggiro tra scrimoli di notte.
Pencolo al volo...
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L'autore
Paola Piccolo
Già nacqui nana nera, ma della stella mai conobbi lo splendore!Mi toccó in sorte di rifar la vita intera nel percorso a ritroso delle ore.Giunta alla fine poi del mio cammino,la luce avrei trovato...mai di una stella, ma almeno di un lumino!(La nana nera é una stella che ha completato il suo spegnimento...)
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