Testamento del nascituro
Lascio il mio sorriso nelle vostre mani capaci,
così da non rubarlo ad altri in attimi fugaci.
Lascio il mio futuro nelle vostre mani leste,
altrimenti di altri ve ne abusereste.
Non lascio i miei affetti alla vostra cura,
così da non rendergli la vita ancora più dura.
Non lascio il mio amore sotto la vostra protezione,
altrimenti si ritroverebbe solo nella vostra alienazione.
Mi sacrifico per quanto Dio mi concede,
convinto e credente come chi ha fede,
che eviterò ad altri di essere vostre prede.
Governanti, presidenti, politici di ogni dire,
di sofferenza, crudeltà e tristezza la vita volete imbottire,
confermando che da quando si nasce si inizia a morire.
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L'autore
Lirico88
Commenti (1)
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s
sergio garbellini10 novembre 2013
Un'ottima lirica con spunti di notevole interesse generale e soprattutto di buona fattura poetica, un sonetto rimato con particolari che trovano d'accordo il lettore, il quale la promuove per la sua originalità. Piaciuta.
