Il perdono
Sono morta da un'ora e il mondo ignora.
Il delitto di un'anima non paga...
Una stele di fango non perdura
al salso più segreto di un dolore.
Non so quand'é che ho smesso di pregare,
una Vergine che mai dovette alzare la sottana.
E che senso?
M'avesse subissato in questa notte,
matrona di un manipolo di stelle
che voluttuose piegano alla ridda
dei demoni del fuoco.
Perse faville che annegano i vapori nell'albore,
tutti azzimati di mistico pudore.
Indifferenti alla falce della luna.
Adusta brace,
non proverei lo spregio per un corpo
a lungo divezzato alla sua colpa.
Trine di carne divenute marmo,
alcova per un'anima umiliata
che mai conobbe la grata tenerezza
del tocco onesto di un accorato amore.
E qual perdono?
Alla malombra che smarrisce ai piedi
dell'ultima fiammella che mi é data.
Eppure, l'ho sentita bisbigliare:
"Ti abbraccio già da un'ora, figlia amata!"
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
P
Tutte le opere →
L'autore
Paola Piccolo
Già nacqui nana nera, ma della stella mai conobbi lo splendore!Mi toccó in sorte di rifar la vita intera nel percorso a ritroso delle ore.Giunta alla fine poi del mio cammino,la luce avrei trovato...mai di una stella, ma almeno di un lumino!(La nana nera é una stella che ha completato il suo spegnimento...)
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!