Letterina a babbo a Natale
Caro babbo vestito a Natale,
con una barba che non riconosco,
ci sono cose che non capisco
in questa festa così speciale.
Mi sembra il gioco dell'impazienza,
in cui qualcuno deve pagare,
non una casta penitenza,
ma il prezzo più alto da puntare.
Bombisce i timpani l'urlo assordante
del vero abetino bardato a festa,
copre la magica nenia alla culla
che nel brillio aspetta, aspetta.
A far la veglia alla capannina,
in girotondo tacchini e capretti...
e un folto coro di bimbi che prega
di non vederseli dritti nei piatti!
...e la promessa che riempie le mani
di essere tutti un pochino più buoni!
Natale visto con gli occhi miei,
ancora salvi da tentazioni,
é una metafora un pó diversa:
nasce un Bambino che come me
vorrebbe essere meno cartone e...
forse tanto più animato!
Allora ho io la soluzione
per un incontro che sia d'amore.
Io ho tanta voglia di farmi grande
e tu un bambino vorresti tornare,
c'è qualcosa che non mi torna
nella baruffa dei miei perché.
Il più bel dono
-che io-
possa farti,
é quello di renderti ciò che perdesti
lungo la strada dei tuoi Natali,
stammi vicino e trovalo in me!
©
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L'autore
Paola Piccolo
Già nacqui nana nera, ma della stella mai conobbi lo splendore!Mi toccó in sorte di rifar la vita intera nel percorso a ritroso delle ore.Giunta alla fine poi del mio cammino,la luce avrei trovato...mai di una stella, ma almeno di un lumino!(La nana nera é una stella che ha completato il suo spegnimento...)
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