José Arcadio e Rebeca (Cent'anni di Solitudine)

Cent'anni di solitudine,
e poi i figli partono o scappano,
e poi rimane la nostalgia del colonnello
che sposerò al primo passaggio degli tzigani,
al sospiro del primo treno del mattino,
quando a Macondo fa ancora freddo
e la mia bella si sveglia nuda,
decisa come Giuditta ad ammazzarmi di vino
e di corporee rivelazioni,
e decapita la mia voglia di carne,
stretti nell'amaca insanguinata
dal vergineo destarsi, detestarsi
ed ancora volersi.
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