Veicoli di luce
L'uomo che ha urlato sul petto di un morto,
monolite vivente, s'è arreso al suo dolore.
E solo cerca sotto fredde ceneri
quel motivo da dare alla morte.
Lì, più nudo che reale, invoca...
Interroga i volti delle case,
bussa a tutte le porte...
Ma il passo pesante di un uomo
non corre più in fretta dell'ultimo minuto.
Di un fiore o di un cane o...
di quel nugolo di mosche
rimasto lungamente in agguato
tra voli brevi e inquieti
torno a scure corolle,
di tante rose nere posate sulla strada.
Già vuota d'ogni passaggio,
appena luccicante di bava di lumache.
Cristalli d'anima,
baluginio di pietra nella notte.
Schegge di luce in volo verso il sole...
senza sapere mai dove cadranno.
©
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L'autore
Paola Piccolo
Già nacqui nana nera, ma della stella mai conobbi lo splendore!Mi toccó in sorte di rifar la vita intera nel percorso a ritroso delle ore.Giunta alla fine poi del mio cammino,la luce avrei trovato...mai di una stella, ma almeno di un lumino!(La nana nera é una stella che ha completato il suo spegnimento...)
Commenti (1)
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Francesco Rossi12 gennaio 2014
Una poesia sul sociale di spiccata interiorità verseggiata con cura e attenzione ai particolari.
