L'imperfetto
"Facciamo che io ero..."
e d'imperfetto, viveva il tempo che fu solo mio,
nel girotondo storto di un bel gioco
tenuto assieme dalla fantasia.
Potessi essere stato quel che ero...
non correrei due sfere mangia- vita,
che hanno ridotto tutto all'essenziale e...
forse proprio quello mi è sfuggito,
del cerchio perfetto che chiude poco a poco.
E levigando gli angoli di occhi viaggiatori,
corrono le stagioni compiacenti,
che pure si rinnovano, ma in cuore,
annodano quel tanto che hanno dato.
E lì s'arrestano.
Folle quel tempo che si disse eterno,
se ciò che muore in cuore lo è per sempre,
da sempre perso nel clangore
del battito di ciglia di chi vede,
ma non vuol vedere.
E vedo sì, quell'alba divertita,
che ammicca al gioco delle due lancette...
e intanto corre,
trasversale ad un tramonto.
©
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L'autore
Paola Piccolo
Già nacqui nana nera, ma della stella mai conobbi lo splendore!Mi toccó in sorte di rifar la vita intera nel percorso a ritroso delle ore.Giunta alla fine poi del mio cammino,la luce avrei trovato...mai di una stella, ma almeno di un lumino!(La nana nera é una stella che ha completato il suo spegnimento...)
Commenti (1)
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Francesco Rossi20 gennaio 2014
Nell'imperfetto colta la trasversalità non solo di un verbo ma della vita.
