252 lettori online · 361.674 poesie · 7.625 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Sociale
Sociale 10 febbraio 2014 · lettura 2 min · 794 letture

Venite homines

Vincenzo Rocciolo 44 poesie pubblicate
+ Segui
Come rami tesi verso il cielo di alberi spogli in balìa del vento si alzano verso l’amato petto le mani scheletrite di bimbi imploranti cibo e affetto. Come pioggia che scende da un cielo grigio e cupo sgorgano le lacrime amare di chi chiede pane, acqua e carezze per accettare d’esser nato. Il rosso di un tramonto là nel mare non è lo stesso colore del sangue sparso per strade polverose da bombe e intolleranze. L’azzurro cupo del mare solcato da scafi stracolmi di speranze e nostalgie non è lo stesso colore del cielo stellato che si vede dalle capanne dei villaggi. Venite parvulos senza sorrisi a saccheggiare a piene mani nelle tasche gonfie e chiuse di chi accumula denaro, oro e disprezzo. Venite mulieres con i volti tumefatti a strappare il velo di odio, rabbia e prepotenza di uomini padroni solo della loro indicibile violenza. Venite homines schiavi di chi detiene il capitale a bussare alla porta della giustizia e dell’uguaglianza, perché vorrei non vedere più da qui a quando chiuderò per sempre gli occhi fratelli e sorelle figli di un dio minore e indifferente.
♥ 0 💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Vincenzo Rocciolo

Mi sembra sia passato tanto tempo da quel lontano 5 aprile del 1955, tanto tempo eppure a volte mi sembrano così vicini ricordi, immagini, sensazioni. Sono nato in un caldo paesino del nostro sud, Matinella, in provincia di Salerno, vicino al mare, nei pressi di Paestum e del Cilento. Ero un bambino intelligente, rifl

Tutte le opere →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!