La rivoluzione del cane randagio
Tanti randagi, troppi abbandonati
a sopravvivere per la strada ormai son abituati.
Ululano, abbaiano e cercano comprensione,
ma non trovano conforto nello Stato- padrone.
Umiliati, maltrattati girovagano senza meta,
tristi, ma rabbiosi popolano il pianeta;
ottimisti, attendono sognando ad occhi chiusi,
aprendoli si accorgono di essere cani illusi.
Allora si, allora capiranno,
cani di ogni razza uniti ringhieranno.
Cani con occhi duri, petto in fuori e cervelli colti
non troveranno altri padroni, sono cani sciolti.
Cani da branco, aggressivi con voglia di lottare,
cani che per scelta hanno rifiutato il collare.
Cani ubbidienti e ben educati,
che al primo svincolo verranno abbandonati;
Cani servili, sottomessi, addirittura lecchini,
tanto da preferire il bastone ai bocconcini.
Cani maestosi, di razza, con tanto di pedigree,
un tempo osannati ed elogiati ogni dì,
che colo passare del tempo son diventati storia,
in seguito dimenticati, ora son bastardi senza gloria.
Ma, il padrone insisterà, col suo fare altezzoso,
incurabile dei cani e del loro abbaiare speranzoso;
li userà, li controllerà, li assoggetterà al suo potere,
da quattro cani di mandria nulla può temere.
Ma, occhio a quel cane che del bastone sarà stanco,
un giorno ululando riuscirà a riunire il branco.
Un branco agguerrito, un vero e proprio battaglione,
con cani randagi di ogni sorta, senza alcuna distinzione.
Quello sarà il giorno, che sembrava solo un miraggio,
in cui, finalmente, inizierà la rivoluzione del cane randagio.
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Lirico88
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