Raccontami
Raccontami la pioggia.
Ma fallo come fosse una preghiera...
Quando s'adagia a un languido meriggio,
e ...
goccia a goccia distilla il suo dolore.
Un turbinio di passi che consegna,
la resa,
alla vibrata luce d'una sera.
Poi silenzio.
L'odore aspro e fresco della terra,
e il bisbigliare lento d'una nenia
che culla l'ombra dell'Ave Maria.
E dimmi...
quando reca il giorno scuro,
la pia ribelle delle spere alate,
che par che il cielo dichini verso terra
tremando nell'abbraccio di una madre.
Ed ogni cosa trasmuta la sua forma,
a misurare l'immortal possanza,
d'acciaio il paesaggio si colora
e stringe nella morsa ogni pietade.
E sola, prega, opima la stroscia
di vaporare nebbia viva all'orizzonte,
un altro giorno strappato alla ventura
che migra incerto... alla notte sicura.
E allora il cielo- non cielo d'un istante
apre una breccia, come d'un chiarore,
che vena il buio di un'anima sospesa.
La gocciola che pencola da un verso
e più non dispera di cadere.
E goccia a goccia,
dislaga una preghiera
alle immutate terre d'infinito.
©
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L'autore
Paola Piccolo
Già nacqui nana nera, ma della stella mai conobbi lo splendore!Mi toccó in sorte di rifar la vita intera nel percorso a ritroso delle ore.Giunta alla fine poi del mio cammino,la luce avrei trovato...mai di una stella, ma almeno di un lumino!(La nana nera é una stella che ha completato il suo spegnimento...)
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