La ricerca
Delirio di occhi che guardano alle spalle,
l'inverno ha già il piglio di un fiore.
Presto la terra gerbida avrà respiri d'erba
tra vampe di papaveri e di viole.
E un muro di pietra vestirà la dismisura
della sua bellezza.
Vorrei non avere la sostanza di un corpo
che celebra in trionfo il suo declino.
Ma solo ritornare.
Lieve, come una vecchia rondine,
dall'ala fuia di cielo,
agli sparuti approdi di un'altra primavera.
Nonostante me.
Poco lontano, un gabbiano.
Rovista incredulo tra i rifiuti.
E prima che il tramonto lo divori.
©
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L'autore
Paola Piccolo
Già nacqui nana nera, ma della stella mai conobbi lo splendore!Mi toccó in sorte di rifar la vita intera nel percorso a ritroso delle ore.Giunta alla fine poi del mio cammino,la luce avrei trovato...mai di una stella, ma almeno di un lumino!(La nana nera é una stella che ha completato il suo spegnimento...)
Commenti (1)
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Duilio Martino16 aprile 2014
Sei , oltre a saper trasmetter i contenuti, sei capace di ben stilare i versi facendo uso (non esagerato ma saggio) di figure retoriche che impreziosiscono l'opera. E... non ti curare se i commenti non arrivano... non ce ne sono molti capaci di apprezzare le Poesie... A stento (molti) le sanno leggere... e sono offuscati dal "fumo dell'amicizia". Complimenti
