Un misero regalo

Questo è per te,
solo per te,
Sole mio.
I tuoi fianchi
delimitavano il giardino
in cui feci i miei primi passi da uomo,
le prime orme, le ultime.
E mi rifugiai dietro i miei occhiali,
dimenticandomi del resto,
cambiando i connotati del mio essere,
annullando i nostri corpi giovani
stretti nei fallimenti che ci formarono.
Questo è quel giorno in pineta,
nell'aria sudata,
la terra godeva del nostro andare.
E poi ancora,
nelle dolomiti ombre sui nostri sessi,
gli anni migliori
mostravano il ghigno irrispettoso
del ricordo.
Questo è il tuo giorno,
e questo il mio misero regalo.
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Commenti (1)
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Catia Dinoni5 aprile 2014
Lirica che in crescendo tocca le corde profonde di un percorso fatto di delizie e di inciampi ma comunque pienamente vissuto anche nella consapevolezza degli errori, un testo che si presta ad una lettura fluida, e in grado di trasmettere una buona dose di emozioni. Complimenti, apprezzata.
