Ucronia
Certo, non starei qui a chiedermi
-perché io?-
Tanto era facile divisare il mistero
che ricusava qualsiasi negazione.
Quando cominciai a sentirmi un dio,
quello che genera frutti
e sacrifica il sonno
per ninnare i suoi astri.
Assai poco straordinario,
ma così compiutamente finito.
Ed ogni buon consiglio
sarebbe andato più lontano di dove giungo io,
perfino la menzogna sarebbe stata più credibile
e forse,
meno crudele.
E quanta forza tratta da una fragilità inerme
e dalla sua sprovveduta innocenza.
Nell'urgenza di godere di un tempo dilatato
di un'altra inusitata giovinezza.
Un dio assai poco straordinario,
affatto raro, ma
irraggiungibile.
Per vivere, senza morire.
E solo per un sorriso,
che somigliasse al mio.
Staccata di due passi la mia ombra,
mi si allontana fischiettando oblio...
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L'autore
Paola Piccolo
Già nacqui nana nera, ma della stella mai conobbi lo splendore!Mi toccó in sorte di rifar la vita intera nel percorso a ritroso delle ore.Giunta alla fine poi del mio cammino,la luce avrei trovato...mai di una stella, ma almeno di un lumino!(La nana nera é una stella che ha completato il suo spegnimento...)
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