Storia di un dannato

La complessità del suo sguardo,
sipario dietro il nulla,
la sua coscienza in ritardo,
dopo crociate folli
per averla nell'abbraccio dell'estate,
piccola e giovane e innamorata,
forse del suo macabro sorriso,
forse del sogno che non sarà mai.
Quel dannato allo specchio
si specchierebbe sparecchiandosi il volto
dai tratti duri e consapevoli
e spinosi come sentieri di guerra
che gli zigomi hanno scelto come comodo rimedio
alle notti onnipresenti tatuate
sotto gli occhi.
La follia prerogativa del genio,
dopo un mix di aspirine e gin,
e l'alba che aspettava
è arrivata con la notte
e con il conto salato di un bordello,
lividi sul corpo
strappano il suo provvidenziale senso dell'umorismo,
seppellito sotto mozziconi,
una volta lettere d'Amore per una donna che amò.
©
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