Purple Haze

Purple Haze,
era un errore,
quanto clamore,
per le strade veneree
sregolatezza e brigantaggio
mi schianto nelle maree
dei baci senza pedaggio.
Era una droga,
l'amica di ieri sera,
svestita alla maniera
della libertà etilica,
due grammi di Bellezza,
maniacale indifferenza.
Era una signora,
la mia signora,
giovane rapina,
con sé tutta l'argenteria,
la prole di un amore,
pura fantasia...
Era il rosso del volere,
resinato dal crollare
delle vane sensazioni
di un Dio impotente,
figlio dell'uomo,
implode impavido e irruente.
Purple Haze,
ero io,
livido nell'attesa,
pronto per la resa,
accendo l'ultima passione,
sorpreso dalla strenua difesa,
sconfitto senza ragione.
Era la mia preferita,
terra bruciata,
la mia anima incallita,
sferzata, gravida e istruita,
in questo amore giacobino,
solo farfalle catturate da bambino.
Era l'uomo nella nebbia,
nel mare della sabbia,
vinto su ogni lato
da instancabile rabbia,
fatalismo senza fato,
una vita senza fiato...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!