Lei guardava in basso

Lei guardava in basso,
come le strade della redenzione
sfociano nel castigo,
la sua bellezza mutava passo,
fuggendo dalla quarantena,
invecchiando nel sorpasso,
ma altri occhi l'avrebbero squartata,
nella sua pelle zingara,
nel suo petto senza gravità,
attonito,
senza pietà.
Lei era seria,
e fumava sigarette e serenità,
io ero stupido,
e fumavo erba e melodramma,
leggevo libri che non avrei mai aperto,
baciavo bocche che non avrei mai avuto.
Poi c'era Bob Dylan,
nei miei viaggi al finestrino,
diceva che non ero io quello giusto,
diceva che dovevo alzarmi,
fare posto,
ai miei spasmi irregolari,
ai miei liquori di pessimo gusto,
ai miei pomeriggi artificiali,
sintesi di tutto quel patetico resto
che rimaneva ancora chiuso
nel suo sguardo incerto.
Qualcuno l'aveva tradita,
lei,
bella tra le belle,
ma la barba rossa va con le rosse,
senza troppi perché,
pioggia con pioggia,
grano con grano,
e lei piangeva sui tram,
detestando il panta rei
del mio suicidio perpetuo,
ed io mi costringevo
ad indossare i panni del buono,
ma non ero altro che l'antagonista,
il boia,
l'assassino del giovane me,
povero d'animo,
mi assicuravo le cosce scoscese del futuro
in cui pascolare il mio gregge malinconico
di eroi falliti.
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Commenti (3)
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Stefano Drakul Canepa30 maggio 2014
gran bella poesia, concreta, palpabile, vita vissuta, una storia in versi.
Anna6231 maggio 2014
Una lirica potente, stralci di vita reali e la chiusa non lascia scampo: non si perdona l'autore, ma sa perdonare ed ammettere le sue colpe. E c'è questa figura di donna, quasi annullata in lui, tradita da quell'amore che ha cercato nello stordimento in surrogati e, forse ha perso l'amore vero. Molto triste, davvero. Complimenti all'autore per lo stile e il contenuto di questa poesia
Claretta Frau31 maggio 2014
Non si concede sconti l'autore, in uno spaccato di vita dove a premiare rimane solo la sincerità. forse un primo passo verso la redenzione.


