Famiglia

Lui se ne andò,
verso dicembre,
portandosi via la sua saggezza,
guastando il respiro di sua moglie per sempre,
e segnando un inverno di dieci anni
nel cuore delle sue tre figlie.
La prima,
saggio divorzio il suo,
da un fascista insipiente,
lui sapeva gridare
ma era solo flebile voce
e debole cuore di fanciullo orfano
e lei non lo aveva mai amato,
ed ora lei guarda i suoi soldi
che non l'hanno mai lasciata.
La seconda,
abbandonò i suoi bambini,
tradì l'impossibile,
ma non i suoi pomeriggi,
goccia per goccia,
bottiglia per bottiglia,
la sua faccia divenne crepuscolo,
ed inespressiva guardava i suoi figli,
che crescevano e la odiavano,
con gli stessi occhi
con cui l'avevano chiamata "madre".
Poi la terza,
cresciuta nel silenzio
del passo incerto sulla moquette,
guardava i suoi sedici anni con disgusto,
e qualche anno dopo
si fece prendere dalla tempesta
e fece cinque figli,
ma una morì subito,
ed un'altra perse il senno,
lasciandola fieramente distrutta,
umiliata dalla condotta di un pessimo marito,
pessimo padre.
E gli altri figli si arrabattarono
per non concederle più inutili lacrime,
ma uno di loro aveva ereditato i suoi fallimenti,
e trascorreva il tempo tra droghe e poesie
ed amori da rompicapo,
e voleva essere il primo a conoscere la Morte,
e nuotare nei suoi seni di terra e vermi.
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