L'ansia
Slacciata la sella del cavallo in corsa,
la terra ruzzola sul mio corpo.
M'alzo
e l'orma calpesta
il piede.
Come cammino, ora che piango,
gettato fuori con forza
dal sicuro grembo dei ricordi?
Un cerchio si stringe, accelera, si scaglia
in un solo punto,
dove io sto
con l'infinito...
vuoto.
Ogni aiuto è un miraggio,
col rantolo il respiro gareggia.
Un barlume si dipana
appena appena conscio
e mi sussurra:
"è l'inizio
del dolce gioco con il caos".
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Commenti (1)
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Elena Poldan10 agosto 2014
Un naufragio di sensazioni ben espresse in un caos d'immagini che si sgretolano e si ricompongono nel puzzle della momentanea, apparente follia. Ottima!
