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Fantasia 15 febbraio 2015 · lettura 2 min · 1540 letture

Acque e nebbie

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Prendere un barcone, meglio se zattera lento andare nella foschia, riflesso del pensiero virando in quella via d’acqua che nessuno vede acqua nell’acqua e nebbia nella nebbia, ritrovo pensieri tra valli e gole craniche, dispersi e nascosti oltre i ponti infranti della mente. Cado cieco in un mulinello a scendere come scala a chiocciola mulinello di nebbia, scale di neuroni, note su un pentagramma che non leggo. Un’isola in questo mare la mia anima, anima dalle alte coste senza appigli per barcone, barcone disperso nella nebbia, nebbia come coperta delle acque, acque dove annaspa spirito ed ho bucato salvagente, salva gente, quale gente? Non ci sono per nessuno, nessuno può attraversare queste acque, acque invisibili in queste nebbie. Disperso barcone dalle vele lacere e fracassati remi hai perso le vie d’acqua e navighi e voli tra acque e nebbie che si fondono in un solo errare, errante volo senza appoggi e tutto è silenzio nella lattea foschia d’indefinita estensione, mi perdo. Muto silenzio Immobile silenzio del nulla. La mente si spegne. Immobile ascesa. Sono la mia anima nel risveglio in un mondo alieno, un mondo d’acqua nella nebbia e sono vento che non spira sulla nebbia, e sono bianca vela sull’orizzonte dell’universo oltre l’acqua nella nebbia oltre i ponti interrotti del pensiero, dell’umano non umano.
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(Architetto Versi) Chi sia giunto alla libertà della ragione, sulla terra non può sentirsi altro che un viandante ... omissis ... e non potrà legare il suo cuore a nessuna cosa (da aforisma n. 638 da Umano Troppo Umano di Nietzsche). Spesso dimentico dove sono e perdo le squadrette per non dire altro... (aforisma n. 1 dell'architetto) ed allora disegno il mondo a modo mio. Il sottofondo scelto è un tema dedicato al mondo che non conosco ed è stato usato da diversi compositori, folli anche loro. Le ripetizioni sono volute da platonica frequenza. Buona lettura, vado dal mio psichiatra!: -D

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Azar Rudif
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Commenti (2)

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Umberto De Vita16 febbraio 2015

Un bel gioco di parole per una poesia insolita e interessante. Piaciuta.

Duilio Martino21 febbraio 2015

Una poesia corposa... versi nei quali traspare la condizione di naviganti, precsri del mare... naufraghi che arrancano... Molto bella ed apprezzata... alcuni passi altamente poetici e giochi che aggiungono sonorità piacevole... indispensabili perché uno scritto ambisca ad essere definito poesia. Bravo. Plauso.