Fondo di bottiglia
Sul fondo vitreo vidi ciò che fui, sono e sarò.
Vidi il silenzio di mia madre,
lo sguardo di mio padre,
le parole di un amico
e l’amore di una donna.
Troppo presto scelsi Perdizione a sopravvivenza
ma vivere era ciò che bramavo.
Non la quiete del tempio
ma lo sciabordio dell’onda
mi attirava verso il fulmine.
Eppure in quell’ istante,
tirato a fondo come ancora arrugginita,
seppi che non il battito delle lancette
scandiva il mio tempo,
ma i sussulti più intensi del mio io.
Quell’ io un tempo immacolato bambino,
ora smarrito nomade
in un mondo in moto perpetuo
mai quieto;
Quell’ io che spesso sussurrava una tregua
e che mai volli ascoltare
per non perdermi la cascata
che infrangeva il suono.
Vivere per non disperdersi in gocce nella pioggia
ma esser bruma che copre il sole
e che sola sa dove è nascosta la luna.
©
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