Oltre il muro
Gocce piovono sulle tegole dei tetti,
un caldo fumo avvolge la stanza,
il mio sguardo penetra la finestra
e si disseta con la pioggia.
La bruma avvolge le strade
che, abbandonate dal crepuscolo,
si illuminano di fiochi lampioni
che fendono la nebbia
come caleidoscopico mosaico.
Un vecchio cammina senza ombrello,
a sorreggerlo un bastone,
il passo quieto e domato
rimbomba nel silenzio di un ponte.
Dalla opposta direzione una ragazza,
biondi capelli bagnati che gocciano
confondendosi nella pioggia.
Lo sguardo fisso nella nebbia.
Spuntano dalla bianca fuliggine,
incrociano gli sguardi fissandosi.
Quasi morbosamente, quasi inconsciamente.
L'impulso di comprendere,
di carpire attraverso quegli occhi,
una vita che misteriosa scorre
solcando quel ponte.
Due rette parallele destinate
a non incrociarsi mai più,
alle quali un'essenza senza nome
ha deviato per un istante il tragitto.
Proseguono verso due diverse stelle,
privi della risposta
a un quesito labile e confuso
come la nebbia che lo avvolge.
Non vedendo tutto ciò,
so che sta accadendo proprio ora.
Il mio sguardo è fermo sulla pioggia,
al di là soltanto muri di case.
©
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