Briciole di tempo
Respiro piano
le ore che mancano.
Senza te, vuoto.
Conto quanti passi e respiri
mancano al tuo ritorno,
oggi che i colori parlano
di te fra gli ulivi e l’orizzonte.
Conto le briciole sparse dai muri
foglie di calce sfaldate da raggi
sottili impressi sugli intonaci
del tempo di ogni giorno.
Conto gli ultimi scampoli di
sole sull’orlo dell’oscurità,
fiutando il profumo di te
ormai clandestino nell’erba.
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L'autore
Martino Giusti
Ma guarda un po'...Erano le ore "ventuna" (sic!) del 20 marzo di un saaacco d'anni fa col sol che si trovava ancora in pesci in opposizione netta al governo ombra della luna in quadrato col cono. Allora urlai il mio dissenso al mondo: ma come, vedo la luce (elettrica) per la prima volta e vengo accolto con una sculacci
Commenti (1)
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Zima17 luglio 2007
poesia dell'attesa, dove per colmare la mancanza e ingannnare il tempo, si conti quello che è intorno... mi piace, mi piacciono le immagini simboliche, e il linguaggio semplice, ma non capisco il motivo degli enjambment che utilizzi tra i versi, nonostante nn seguano una metrica precisa.. questa tecnica pare spezzare la lettura..ma è solo un mio parere. comunque piaciuta!
