La mia solitudine
La mia solitudine finisce
quando sono quasi perso nelle
pieghe dei voli corvini di ritorno
o rapito dal fruscio delle foglie smosse.
Non c’è solitudine se rispondo
con parole mute al vento sottile
che fiata di storie lontane.
Che mi parla di te,
del tuo maglioncino rosa
e del treno che non parte.
No, non c’è solitudine
quando il cane scodinzola
cercando una carezza
e la colomba di casa
prende dalla mia mano
il miglio e il cardo.
Non sono solo
se il gatto fuseggia
dal ramo decorato di reticoli
residuo di freddo ormai lontano.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
M
Tutte le opere →
L'autore
Martino Giusti
Ma guarda un po'...Erano le ore "ventuna" (sic!) del 20 marzo di un saaacco d'anni fa col sol che si trovava ancora in pesci in opposizione netta al governo ombra della luna in quadrato col cono. Allora urlai il mio dissenso al mondo: ma come, vedo la luce (elettrica) per la prima volta e vengo accolto con una sculacci
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!