Il viaggio di una notte
La sera volge in prosa
così tattile è ora la luna
da cercare riparo
nel tuo occhio in penombra
che scruta panorami deserti
per lasciarti morire
senza il retaggio invernale
la notte in riluce di memoria
schiude le certezze del silenzio
domani avrò altre parole da rassettare
nel disordine di nuovi pensieri
di piume e foglie che si posano su te
di mari e fiumi che annegano me
eppur tracima di vita
l’alcova consunta del tuo riposo
da stridere
nel marmo gelido di un inchino
di passi e ghiaia che scalfiscono il tuo nome
e lontano il greve nascere d’altri giorni
da rilegare
col sorriso tardivo del mio volto
non v’è quiete
che possa disgiungere
il tuo volo di mani
sulla mia pelle in tempesta
©
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