Spoletium
E stai arroccata sulle tue
Vetusta dai vestiti polverosi,
E rimani a spiare da dietro le stoppie
chi segue orme consolari
verso città mai eterne in verità.
Avresti preteso di essere mia madre
quando in noi non scorre lo stesso sangue.
Percorsi che si perdono nelle profondità del tuo passato,
fra pilastri d’insostenibili sospiri, tu superba e sanguinante.
« Hoc est Spoletium censu populoque repleto
quod debellavit Fridericus et igne cremavit
Si queris quando post partum Virginis anno MCLV
Tres novies soles iulius tunc mensis habebat »
Dalla cenere hai alzato gli occhi al cielo
per chiedere una seconda opportunità
ma per la tua arroganza
ben altro destino avresti meritato;
vecchia dalla lingua lunga e dal cuore di pietra
non vantarti poiché dissero
”tremerai senza cadere”
quando anche chi vorrebbe amarti
ti nega il saluto.
©
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