Himn
Stanze d’aria da sempre vuote, i tratti indistinti
di giorni sempre più brevi, appendici d’infiniti ieri,
il susseguirsi delle ore, lo sfiorire dei sogni..
Ti prego dimmi, siamo davvero così fragili?
Eccomi arrivare fra ciò che ci consuma in silenzio..
non andare ora, ma resta; torneremo poi, nel vento.
Eccomi, rivolto un solo istante ai tuoi occhi,
senza respiro, senza pace, il tuo nome erompe e sgorga
in infiniti rivoli donati agli abissi dell’anima.
L’attimo, i sogni di un’età si sciolgono sul tuo viso..
tu, così breve, così meravigliosamente sfuggente
tu, sbocciata a nuova vita, tu, nell’incedere lento.
La tua assenza celata nei gesti di ogni giorno, tu,
nella mente.. ed ancora il giorno ti porterà via con se,
in onde d’oscurità trascinate agli orizzonti del pensiero.
Eccomi, nell’istante ormai dissolto, ed un sorriso
ti restituisce a me attraverso le dimensioni del tempo
trascinata oltre gli eventi, lontana, rimani dentro.
Ti concedi, luce nella luce, prima di svanire
di nuovo, dolcemente riempi questo breve istante,
in simmetrie mancate, nella sublime imperfezione
tendi le tue mani: nell’abbandono, giungo a te.
©
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Commenti (1)
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Romina De Vita23 marzo 2009
Meravigliosa poesia! Così triste e piena di dolcezza!
