Declino d'estate
Annusa le finestre questo giorno in franchigia
le fiuta nei cardini cigolanti di vite a metà
proiettate sempre al di là di qualcosa.
Si muove sniffando affamato il destino di tutti
tra cielo e terra oltre i confini di una piadina
mangiucchiata sulla battigia di un lido ”Bianco”
dice la scritta sul muro grigio accanto alle sbarre
d’ossi di balena che chiudono il fuori fuori di là.
Il sole chiede un tributo di sudore al dio dello spasso
sui corpi distesi unti di creme e non c’è refrigerio
nei Dry Martini o Horse's Neck, e men che meno
nell’acqua inquinata dagl’idrocarburi di panfili
loro sì azzurri a memoria di quel ch’era il mare.
Ma intanto è la mezza, la crudaiola aspetta.
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L'autore
Martino Giusti
Ma guarda un po'...Erano le ore "ventuna" (sic!) del 20 marzo di un saaacco d'anni fa col sol che si trovava ancora in pesci in opposizione netta al governo ombra della luna in quadrato col cono. Allora urlai il mio dissenso al mondo: ma come, vedo la luce (elettrica) per la prima volta e vengo accolto con una sculacci
Commenti (1)
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Marco Canonico Baca817520 agosto 2007
Una vera agonia estiva... immagini ben dipinte da versi curati.Interessante visione d'una realtà troppo spesso celata dal nulla.Bravo davvero.
