Le ultime ombre
Senza fretta aspiriamo l’aria tenue
dell’alba sul colle avanti casa.
Il vento è un lieve ricordo
nella melodia tersa del cielo
invaso a frotte da garrule rondini
gaie come bimbi al parco.
Sommessamente bisbigli
parole roventi ad orecchie
ora stanche di battaglie
sul campo d’amore,
E ancora avvinghiati
alle ultime feritoie della notte,
svaniamo senza fretta
adagio, con le ultime ombre.
©
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L'autore
Martino Giusti
Ma guarda un po'...Erano le ore "ventuna" (sic!) del 20 marzo di un saaacco d'anni fa col sol che si trovava ancora in pesci in opposizione netta al governo ombra della luna in quadrato col cono. Allora urlai il mio dissenso al mondo: ma come, vedo la luce (elettrica) per la prima volta e vengo accolto con una sculacci
Commenti (1)
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G
Giaculatorio31 agosto 2007
Un riuscito effetto il legame con la notte che svanisce.