Ali di pietra
Corro bambino tra muri
bianchi di calce
coi piccoli legni ai piedi
su chianche sbiancate
da mani mai stanche
e piego, monello,
il silenzio nell’afa
d’agosto.
Sciolgo le braccia
e ridendo mi levo
con ali di schiuma
nel cielo cobalto,
occhi sgranati sul
mondo che nuovo
si apre ai miei piedi.
Inseguo invisibili
tracce di giovinezza,
schegge di legno
di zoccoli lisi
su cianche sbiancate
dal tempo mai stanco,
sciolgo le braccia
a fendere l’aria...
ormai sono scarne
incapaci a volare.
©
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L'autore
Martino Giusti
Ma guarda un po'...Erano le ore "ventuna" (sic!) del 20 marzo di un saaacco d'anni fa col sol che si trovava ancora in pesci in opposizione netta al governo ombra della luna in quadrato col cono. Allora urlai il mio dissenso al mondo: ma come, vedo la luce (elettrica) per la prima volta e vengo accolto con una sculacci
Commenti (1)
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Apache26 settembre 2007
percepisco una malinconia per una giovinezza scorsa velocemente, per un'infanzia difficile anche nel ricordo... lettura bella e scorrevole.
