Vorrei
Vorrei trovar ’l senno ormai perduto
di quelli che comandan su la Terra,
che invece d’arrecarle aiuto
l’insozzano con l’”arte” de la guerra,
mandando li figliuoli a morte
chiudendo a pace tutte le lor porte.
Le molle che spingono li umani,
dotati si di genio, ma di legno,
a spargere dolor a piene mani
riempie ’l cor d’immenso sdegno,
l’amor pei loro figli si diparte,
l’alma loro consacrata a Marte.
Bussa invano ragion a’ loro teste
quando la brama di pugnar li prende
e quante lagrime di mamme e spose meste
verserà guerra ch’ogn’intelletto offende?
Cosa aspettarsi da’ cosiddetti umani
che danno lor progenie in pasto ai cani?
Dubito assai che piaga sì mortale
possa un dì esser capace non ferire
dato che ’l cor ormai è dato a’ male
ma quando i cieli inizieranno a impallidire
tutti dovran pagare il fio
di ciò che han fatto, innanzi a Dio.
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L'autore
Martino Giusti
Ma guarda un po'...Erano le ore "ventuna" (sic!) del 20 marzo di un saaacco d'anni fa col sol che si trovava ancora in pesci in opposizione netta al governo ombra della luna in quadrato col cono. Allora urlai il mio dissenso al mondo: ma come, vedo la luce (elettrica) per la prima volta e vengo accolto con una sculacci
Commenti (2)
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Apache28 settembre 2007
Dal sapore Omerico, versi crudi in cui si legge una ribellione, impotente, per una realtà che purtroppo ci rende protagonisti passivi.
Nellabernardi28 settembre 2007
apprezzato moltissimo questo linguaggio sviluppato in un ritmo perfetto che induce ad ampie considerazioni per il contenuto e ci riporta ai grandi della poesia

