Meduse
Il buio dell’anima
riflesso nello specchio
della memoria si salda
al buio della tenebre.
Le mani da sotto
abbrancano avide
aliti di vita, coralli seccati
dal maestrale, furore d'aria
sulle pietre di Murgia.
Meduse notturne incombono inerti,
appese a sottili collane di ricordi
sbiaditi sul muro del tempo.
Ma tracce.
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L'autore
Martino Giusti
Ma guarda un po'...Erano le ore "ventuna" (sic!) del 20 marzo di un saaacco d'anni fa col sol che si trovava ancora in pesci in opposizione netta al governo ombra della luna in quadrato col cono. Allora urlai il mio dissenso al mondo: ma come, vedo la luce (elettrica) per la prima volta e vengo accolto con una sculacci
Commenti (1)
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Zima3 ottobre 2007
due bui a confronto: la morte e l'anima intimorita da essa raccontate nella seconda e terza strofa con delle stupende metafore. la chiusa nell'ultimo verso a specificare ciò che l'autore e tutti desideriamo... lasciare una traccia!
