Le Sorti
Ti ho sfidato a duello,
del tuo corpo inerme
ho sorretto le sorti.
Spiragli di luce, ho supplicato.
Ho tentato invano di sbiadire
il nero che abita quel lenzuolo,
un velo oscurato del domani.
Ho arrestato il ticchettio
incessante di un orologio
che sferra duri colpi alla quiete,
spingendo il tempo su binari morti.
Con forza ho piegato le sbarre
di ferro ancorate alle finestre.
Solo uno bocciolo di luce arresa
tra le fessure e le porte.
Le tue mani hanno cercato
ardentemente le mie mani.
Il tuo sonno si è adagiato
su sponde intrise di luna
che invano cercano l'alba.
Tra i fili del mio vestito
ho ricucito di ieri i giorni.
Che sia saturo di Te,
ogni lembo.
©
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