Innocente
Cos'hai in quella curva
che si pone, innocente.
Non sono semplici occhi,
mi abbandonano
per poi riprendermi.
Voragine che crea un varco
per esplorarmi l'anima.
Il petto trema, rimugina.
Sana, ferisce, sana, patisce.
E morde le sue labbra,
morso dopo morso
ne consuma il rosso
ed il profumo.
Non conta gli anni,
non sa di averli.
Ha scelto
il giusto giaciglio
dentro ogni alba
ove fermarsi.
La sua casa è simile alla mia,
non ha calce, non ha cemento.
La sua casa non è mai spoglia
e ove il cielo entrasse,
lei lo accoglie.
È la culla per il suo silenzio,
la capanna che riveste il vuoto.
L'altura che di lei, ha cura.
©
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