Aroma di mosto, sapore di te
Nell’aria tersa del mattino tra tendoni e
spalliere carichi dell’oro antico dei
graspi, accarezzo i tuoi capelli
lo stesso colore del sole che
scalda ancora il cuore.
L’organetto suona
la stessa cantata
di ieri.
Nel meriggio assolato e silente
tra gerle e cesti di neri
grappoli succosi,
i sospiri si mescolano
nel ribollire dei mosti.
E ne lecco gocce zuccherine,
colibrì avido, tra il corvino
del tuo velluto e
la seta della
tua pelle.
©
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L'autore
Martino Giusti
Ma guarda un po'...Erano le ore "ventuna" (sic!) del 20 marzo di un saaacco d'anni fa col sol che si trovava ancora in pesci in opposizione netta al governo ombra della luna in quadrato col cono. Allora urlai il mio dissenso al mondo: ma come, vedo la luce (elettrica) per la prima volta e vengo accolto con una sculacci
Commenti (3)
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A
Almina6 ottobre 2007
Mi piace l'accostamento con l'Amore per la donna.
Rasimaco6 ottobre 2007
interessante l'accostamento che io vedo tra l'amore per l'essere donna e per l'essere vino... molto bella ed armoniosa
Paola Paolina Segatto30 ottobre 2010
Io "vedo" in questa stupenda poesia, la Festa del Paese del Mosto con l'uva in ogni luogo e che riempie gli animi della gente, dove una bellissima donna ti offre il suo amore. A dir poco "Meravigliosa"

