Fievoli lampare

Lemme avanza e distende la sera
d'incantevole manto già priva,
di quegli astri è confino oltre fosca barriera.
Mesto e bigio rimarrà il lungomare
nel precoce, freddo scorcio invernale,
è cauto il passo che solingo si avvicina
con l'uggia che brezza con sé si trascina.
Rimuginar cupo quel che arremba a risacca,
che avanza, ritira, ancor avanza e poi spiaggia
e mentre il tetro a quel cuor diggià poggia,
quanto bussa il rimpianto d'estate.
Eppur tanto amena ti ritrovo mia virgola di mare,
cotanto piccola da non poter nemmeno approdare
ma sotto l'argentea luna brillava persin la rena
e quanto m'era culla dell'onde la cantilena.
Frizzante e puro torna il sentor di sale...
lieto vento di libeccio o gran furia di maestrale,
burrasche e mareggiate da strider persin la pelle
o bonacce in cui far navigar i sogni come distesa di stelle.
Intento lo sguardo si perde in lontananza,
laddove arricciano schiumose creste con baldanza...
veleggiano laggiù sull'onde i miei ricordi
con echi di risa, balli sfrenati e canti,
strascichi di note strimpellate al vento...
vite ancor da bere a piene mani
intorno allegri quei falò improvvisati.
Riverberi improvvisi e ancor molto lontani
allorquando la notte esausta pian piano scemava...
bagliori come guizzi sorgevan dal mare oscuro,
baluginar dell'onde o pagliuzze d'oro puro?
Col suo pescato il gozzo bramava ormai tornare
all'ammiccar sull'onde di fievoli lampare.
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Marinella Fois20 novembre 2016
Riverberi di ricordi veleggiano sul mare... come bagliori... echi di risa... balli sfrenati e canti... strascichi di note strimpellate dal vento... bellissimo verseggiare... complimenti!

