La pausa della natura
L’universo si apre davanti a me:
soltanto un grido incomprensibile
rompe l'armonia che regna nell'aria,
pura e limpida.
Ora c’è pace, pausa della natura.
Ed io mi fermo.
Mi fermo per un
momento: a riflettere;
impegno nessuno mi pesa ed il
cuore, finalmente, si concede
il tanto meritato riposo:
povero!
Un grido di felicità si solleva:
la natura chiama.
Uomo, rispondi!
Nel grido d’eterna fortuna s’alza
allora il capo chino.
Del gravoso peso l’uomo s’è
liberato; l’animo è ora pulito:
si fonde con l'eternità!
©
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L'autore
Daniel Doz
Chi si considera un poeta, non deve rendere nota la sua identità: perché essere poeti è, in fin dei conti, un viaggio dentro il proprio ego, è un viaggio eterno, che trova conforto soltanto nella scrittura. Non esistono aerei, ma solo parole, non esistono paesi, ma soltanto idee, non esistono culture, ma soltanto senti
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