Elegante e fuggevole
Aria fredda, urla nella foresta,
vorrei prenderti per mano, stringerla,
proteggerti dall’amara tempesta –
eliminar menzogna: sconfiggerla!
Nella mia solitudine, adesso,
ricordo i nostri lieti momenti.
Quand’ero triste mi stavi appresso –
mi parli, consoli: solo me senti.
Tetro presagio m’oscura la mente:
fuggevol sei come il freddo vento,
d’averti lasciato il cuor si pente.
L’eleganza tua descrivo a stento,
mai farti ingannar dalla mesta gente:
mai più di scura falsità sgomento!
©
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L'autore
Daniel Doz
Chi si considera un poeta, non deve rendere nota la sua identità: perché essere poeti è, in fin dei conti, un viaggio dentro il proprio ego, è un viaggio eterno, che trova conforto soltanto nella scrittura. Non esistono aerei, ma solo parole, non esistono paesi, ma soltanto idee, non esistono culture, ma soltanto senti
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