Ustioni d'amore
Mi stringi la mano, tristezza svanisce:
soltanto un suono d’eterna chiarezza
e limpida gioia – il cuore guarisce;
mai più solitudine, né amarezza.
Cultura d’amor palpitante fiorisce:
la brezza m’illumina come carezza,
la lama ipocrita più non ferisce –
nell’aria si sente odor di dolcezza!
Il cuore trafitto da dolci promesse,
sperare lo lasci, da solo affonda:
m’ustioni con magiche armi dismesse.
E l’aria mi cura ferita profonda –
bruciato, sfinito da false scommesse:
l’amor nel pensiero inerme sprofonda!
©
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L'autore
Daniel Doz
Chi si considera un poeta, non deve rendere nota la sua identità: perché essere poeti è, in fin dei conti, un viaggio dentro il proprio ego, è un viaggio eterno, che trova conforto soltanto nella scrittura. Non esistono aerei, ma solo parole, non esistono paesi, ma soltanto idee, non esistono culture, ma soltanto senti
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