L'albero ferito

Vetusta corteccia dai secoli scolpita,
dalle mille frasche in su feconda,
tu sì che della vita più profonda
hai colto l'eterna essenza infinita.
Ma sul tuo corpo, sulla tua anima svanita
da una natura che non più ti asseconda,
da una pace che non più ti circonda,
ho intravisto una recondita ferita.
Oggi, un'indomita belva ha sottratto
il tuo unico scettro, il più prezioso,
infamandoti con un vile e indegno ricatto.
Ma io, di un così grave misfatto,
non son più complice, non son più un sanguinoso
membro di una umanità, che mi lascia
sempre più
esterrefatto.
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