Cicatrice
Non conosce pace il caldo vento
che tranquillo sradica le speranze,
striscia nei pensieri, calmo e lento,
di dolci ricordi prende sembianze
e distrugge ciò che nel cuore sento.
Perché l’odio non conosce distanze,
e d’averlo liberato mi pento:
è un castello dalle mille stanze,
nelle quali si perde l’innocenza
e la speranza di viver felice.
L’odio m’ha avvelenato la coscienza -
quanto vorrei essere una fenice!
Nelle fiamme bruciar la mia essenza -
rinasco puro, ma con cicatrice!
©
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L'autore
Daniel Doz
Chi si considera un poeta, non deve rendere nota la sua identità: perché essere poeti è, in fin dei conti, un viaggio dentro il proprio ego, è un viaggio eterno, che trova conforto soltanto nella scrittura. Non esistono aerei, ma solo parole, non esistono paesi, ma soltanto idee, non esistono culture, ma soltanto senti
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