La dove l'astri, il sol, tutto risplende
Quand’ecco ‘l fiocco poggia sulla terra
copre ‘l greve che sotto s’addormenta
in quel silenzio che tutto s’afferra.
Scende lieve in una danza lenta
su rami e foglie, da sfera pura
suopra l’umana prole disattenta
che sempre ha memoria peritura
di divin spirto perso ormai da tanto
trovandosi ancor in selva scura
persa, lontana dal divino canto
che verrà lodato solo allora
quando nato sarà il bimbo santo.
Ma la novella ahimè più non è lieta
se dopo poco tutto si distratta,
sarem pagati con stessa moneta
giacché stima sarà sempre esatta
non servirà ricchezza oppure fama
a far tornare l’anima intatta.
Allor orsù moviam, è Lui che chiama
e mai ci fu un così bell’avviso
da quella stalla e il suon dirama
per altri viaggi, con il suo sorriso
sempre a memoria dell’umana gente
”Vi porto ancora il mio Paradiso
e se berrete alla mia sorgente
salvi sarete, ché luce s’accende
sorriderà allor l’Onniveggente
la dove l’astri, il sol, tutto risplende”.
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L'autore
Martino Giusti
Ma guarda un po'...Erano le ore "ventuna" (sic!) del 20 marzo di un saaacco d'anni fa col sol che si trovava ancora in pesci in opposizione netta al governo ombra della luna in quadrato col cono. Allora urlai il mio dissenso al mondo: ma come, vedo la luce (elettrica) per la prima volta e vengo accolto con una sculacci
Commenti (1)
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Paola Paolina Segatto30 ottobre 2010
Incantevole poesia dalle note antiche, mi ha veramente commossa. Grazie del bel regalo!
