Sete inevasa
rimorso e vizio uguali s’alternano
sembrano verginità e il suo inverso
sulla tastiera di un pianoforte
la sinfonia che ne deriva, aquila piumata di lame,
echeggia nelle strade pericolose come case
nelle città che incitamento non ammettono
se non dalla moneta e dalla carne
dove monotonie ingabbiano vite
come la rotaia fa con il treno
come la vena fa con il sangue.
Come pozza
sotto un lenzuolo che gocciola
le lacrime mostrano la misura di un'angoscia:
lancinante come una sete inevasa
l’inquietudine di sapermi vile
non nel piegarmi al potere
ma nella gioia, incredula e rara,
di schiacciare il più debole
insetto consolatore della mia desolazione
vittima di una vittima
chi mi calpesta
è forse carnefice di un carnefice?
Rimorso e colpa uguali s'alternano
sembrano verginità e il suo inverso
sulla tastiera di un pianoforte.
©
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