Il trapezista
Sei la notte;
ad ogni alba supererò
la frontiera del pianeta
per succhiare la tua tenebra.
Pulsano i corpi
oltre la giungla dei vestiti
ogni bacio un colpo di macete,
nudi, più infecondi delle pietre
inutile pioggia se tu sei la sete.
Voglio leccare il cuore;
labbra scavano il seno
come cercare Dio al di là del cielo:
scalerò il vuoto come un trapezista
unghie che squarciano la rete sotto
denudami d’ogni riparo, eccomi
nel luogo impossibile ai corpi
esploderemo come farfalle.
Indomabili torneremo alla fonte:
due radici madide intrecciandosi
inabissano nel cielo.
©
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