L'ultima canzone
Il tuo sorriso inarcato nel cosmo
come cresta d’una divinità
curvata sul pianeta; ti guardo
con gli stessi occhi d’un marinaio
che rivede la sua terra:
ho trovato in te tutto ciò che non avrei mai osato cercare.
T’incontrai in un attimo
mi colpisti come un segnalibro;
come avanti e indietro cancellati, come una canzone
che riavvolge le acque della creazione.
Il tuo viso è un disegno
che la parola non narra
come cammello non passa
per la cruna d’un ago
quando ti specchierai
sulle superfici della vita
usa questi versi come fruste uncinate
per carezzare la schiena
delle tue paure
nulla scrivo ora,
tutto era inciso
nel tronco del tempo
da prima che le stelle
popolassero il cielo
per questo solo
mia madre mi diede:
rubarti le altezze
deporle nel pentagramma
affinché il tuo vivere
non abbia coniugazione alcuna
eccetto l’infinito.
©
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