L'ultimo scialle
Unica è la ragione che dentro di noi matura,
quando palpebra un sussurro di silenzi
e vapora la mente come campo arato di fresco
Il pensiero, vedi, tramuta in altri sogni
e la serpe della memoria consuma
i cristalli del tempo. Ecco, io vorrei
che la stagione riuscisse buona,
e con la mani ad imbuto coglierei
tra i germogli della prima alba
gli echi azzittiti delle uve gonfie. Ora, invece,
la risacca lazzarona ritaglia
misere finzioni tra le madrepore smagliate
delle coscienze, ma la tua croce, padre,
pesa ancora su di noi; tu, che pure
cantasti col mandorlo tra i capelli
e il fiato caldo della vitella tra le dita.
Ed io parlo d'altro,
come non sapessi del tordo
che più non posa la sera sul mio arancio.
Ormai si è disciolto il respiro
delle pie donne condenso sulla vetrata
e il volo delle mie colombe
non mi diverte più, poi,
quando il vento si è raccolto
nel campo di granturco, si chiude
l'ultimo scialle attorno a una madre
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