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Amore 16 dicembre 2008 · lettura 1 min · 4028 letture

Ricordi

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Eduard 225 7 poesie pubblicate
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Mio padre ingoiava cuori di rondini e cagliava con latte di fico e all'alba scioglieva code di giumente intrecciate da monacelli dispettosi. Pioggia e sole abitavano le nostre porte E la marina sbiancava le facciate: niente Sopravvive ai pudori dell'età, nonostante le parole rubate a mille stagioni. Tra i filari storti della vigna Si rincorrevano le fate del noce, mentre l'occhiuta collina urlava la sua pena di sterile madre mai doma e i pampini spettinati dal libeccio si stringevano attorno ai racemi, gonfiati da nebbie serotine. Poi, come ad un segnale convenuto, piene le mani di grappoli figlio lini, donne grasse dai piedi larghi, pestavano e cantavano tra i fiati di chi cercava una ragione a quella incredibile storia. Tenero il buio vegliava il sonno del mosto mentre mio padre, mollette ai calzoni e giornale al petto, si tuffava con la bici per la stradina
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Eduard 225
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Commenti (3)

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Berta Biagini16 dicembre 2008

Versi che mi hanno riportato indietro nel tempo quando per riscaldarsi i nostri genitori sistemavano al petto un pezzo di giornale e poi via di corsa in bicicletta od a piedi. Piaciuta tutta.

Mirella Crapanzano17 dicembre 2008

versi splendidi, immagini che si susseguono a creare un armonico affresco di ricordi...

C
Caterina Viola Scimeca17 dicembre 2008

Piaciuta. Bello l'inizio, la fine. Versi corposi, piene di metafore.