La strada corsara
Credo che amore fosse quando passavi
le dita sulla pelle della menta selvatica
o quando spiavi nel vaso l'occhio rosato
del geranio. Ma oggi, con tutto l'aroma
delle mie stagioni, mi sono fermato
sugli orli sdrusciti dei ricordi, passando
dal gesto vezzoso del tuo collo arcuato
al semplice battito di ciglia, dalla storia
vissuta alle radici dei mandorli
allo stupore di un improvviso frullare
di colomba. Cos'altro mi resta
di questo tuo amore? Quell'amore
che a volte rifiutai e che ora mi sfugge,
quell'amore che lontano da sé mi spinse
e che ora in silenzio mi riporta
al dolore del passato distacco.
Io sono tornato per catturarlo
nella madia tarlata, per fiutarlo tra le crepe
dei muri sulla trave del camino. Eppure è lì
quest'amore, vivo tra la chioma
del noce paziente, buono ancora ad acquietare
gli eoli della mia follia. Potesse quest'amore
parlare ai lupi dei miei pensieri
o alle tempeste dei miei proclami,
ritroverei la strada corsara che da sempre
mi porto nel cuore e che in fondo
non ho mai percorso
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Commenti (1)
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Cuccu Anna Maria13 dicembre 2008
Un lento percorso ricordando un amore passato di cui restano soltanto ricordi. Apprezzata.
