In giardini non miei
Camminare sulle ginocchia tra le rose
in giardini non miei
riconoscere la strada dal sangue
dal fiume una ciocca di capelli scuri
di passaggio pagliacci che conversano
profondità e confini
lo sguardo disilluso
di due cani senza guinzaglio
una mano che distinguo,
eclissi blu di luna,
sbattere forte la porta
prima di uscire
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Commenti (1)
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Carolina Villani Bidibambina16 gennaio 2009
Una poesia che incolla lo sguardo allo schermo, ipnotica e misteriosa, non si lascia penetrare ma affascina... per quelle immagini che grondano emozioni... e per la chiusa... che inchioda. Piaciuta!
